_ _ mai tornare indietro.nemmeno per prendere la rincorsa. (Andrea Pazienza)

venerdì 21 settembre 2007

naturale processo di eliminazione

passi decisi,sguardo alto.seguendo il ritmo cadenziale di antiche ballate.

l'autista che ti guida ha una sola mano.
mani in tasca.
come se si volessero difendere nella loro calda coperta di jeans da un freddo sporco e pungente.

aiutami a trovare qualcosa di pulito.
una macchina inchioda a due passi da me.

uccidi ma non vuoi morire.
continuo decisa a testa alta.
passo davanti a un posto troppo vuoto,ma un volto familiare mi si piazza davanti.
proprio lì sotto,queste coincidenze qualcuno le chiama destino.
mi guarda,senza salutare,sorride e mi restituisce un dolore vestito di nuova luce.
il mio sguardo incerto cerca di fare spazio ai passi.mezzo sorriso e devio l'odore,le lacrime e le dolci scuse di quella casa.

what else should i say?all apologies
ancora 5 metri.3.1.cerco il cognome tra un'illimitata lista che nasconde visi e profumi sconosciuti.okai.letto.suono.secondi interminabili,ma inbevitabilmente l'attesa finisce.
apro il portone.

stringimi,madre,ho molto peccato.
sbagliavo a dire quando dicevo che non ho nessun ricordo che mi leghi a queste stanze.
improvvisarsi mary poppins e scivolare sul corrimano di queste scale che sembravano enormi.

adesso,sembrano troppo piccole da non contenere neanche uno dei miei passi che a momenti si confonderà in qualche lacrima e scivolerà.
a salvarmi,vieni a salvarmi.
ascensore.sempre le stesse scritte.

la sicurezza ha un ventre tenero.
cerco di ricordare l'ultima volta lì.sei,sette anni fa,forse troppi.
ora di togliere l'ipod e ascoltare il silenzio.e le mani via dalla tasca tornano glaciali.

.copriti bene se ti senti fredda,hai la pressione bassa nell'anima
porte che si aprono.occhi che si incrociano.labbra su viso.mani mai ferme che si tormentano rimpiangendo la coperta di jeans.parole che provano a sembrare dolci.

ti dò le stesse possibilità di neve al centro dell'inferno,ti va?
parole distratte.parole vaghe.parole paurose.parole vuote.parole affamate.parole uguali.parole nere.parole che mirano.parole che vagano e restano un attimo sospese tre tre cervelli e non arrivano alle orecchie,ma a occhi troppo diversi.

c'è qualcosa dentro di noi che è sbagliato e ci rende simili.
dura poco.sono di nuovo in strada co la mia musica.
vieni a fare un giro dentro di me o questo fuoco si consumerà da sè.
inizio ad avere paura.il vuoto lasciato aleggiare.i pensieri iniziano a premere tasti rischiosi.
mi controllo.sono ancora qui.

E l'anima brucia più di quanto illumini
Ma è un addestramento mentre attendo
Che io m'accorga che so respirare
Che sei il mio sovversivo
Quickly,please,Baby___

1 commento:

Anonimo ha detto...

_paura di un addio_di un cuore preso a calci fino a svinirlo_di un battito che si spegne tra sorrisi e onde del mare__attimi in cui non regni_e ti scivola tutto__come sabbia dalle mani__come una scintilla che si accende in testa e nell'anima mentre quello che n vuoi accade__presentimento_certezza.cazzo.certezza._e io sognavo e qualcuno viveva un incubo__da n svegliarsi più,baby__vienia salvarmi__It's over,Baby___