così.
ho sentito improvvisamente l'impulso di scrivere.mi chiedo se siamo tanto differenti dalle macchine,poi.andiamo ad impulsi.o gli impulsi vengono da noi.
i coldplay mi descrivono.non posso essere salvata.maree contro cui ho provato a nuotare.
è così semplice a volte la vita.
non si può cancellare un ricordo.eppure è così facile con un click eliminare una vita.
disease.
le strade che si dividono,i semafori del percorso.io vado avanti,anche se non mi è concesso.
che da queste parti con l'arancione mica ci si ferma.rischi incidenti,multe e qualche bestemmia.ma spingi sul pedale,tu.
home,where I want to go. home.
se qualcuno in qualche vita è stato davvero capace di conoscere un'anima,allora la mia avrà un senso.
ed è subito sera,direbbe Quasimodo.
quattro parole per descrivere la solitudine del mondo intero.e non era neanche un tipo che se la credeva.
but right.now.everything is turning blue.
voglia di spiaggia e sale tra le dita.sott'acqua è decisamente tutto migliore.perfetto.
ci sei tu.
c'è l'acqua,
e basta.
driving through your suburbs.into your blues.
into your blue-blue blues,cantavano i doors.
adorando ciò che vorrei dimenticare,continuo ad essere incostante,frenetica e sintetica.come tutti del resto. allora in questa fredda notte di un febbraio romano troppo acceso,dedico al mondo closer dei kings of leon.descrive la rabbia che in parte tu porti dentro.e anche tu.e anche quello affianco a te.e,miseramente,anch'io.
(paura della morte
paura della vita
paura che la vita
sfuggendo tra le dita.) ma sai dirmi dove sei(?)


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